DABIGATRAN – Pradaxa (Boehringer Ilgelheim)

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    • Effetti favorevoli del Dabigatran sulla funzione renale rispetto a Warfarin
      In una sottoanalisi dello studio RE-LY®, sono state confrontate le variazioni della funzionalità renale nei pazienti trattati con warfarin o dabigatran etexilato con entrambi i dosaggi di 110 mg o 150 mg due volte giorno.
      I risultati indicano che la funzionalità renale è peggiorata maggiormente nei pazienti in terapia con warfarin rispetto a quelli trattati con entrambi i dosaggi di dabigatran. La differenza tra dabigatran e warfarin è risultata statisticamente significativa dopo 24 mesi per dabigatran 150 (p=0.011) e dopo 30 mesi per entrambe le dosi di dabigatran. I pazienti scarsamente controllati con warfarin e che hanno trascorso un intervallo di tempo maggiore al di sopra del range terapeutico raccomandato (INR 2-3) hanno registrato una flessione della funzione renale molto più marcata rispetto ai pazienti che assumevano dabigatran. Il trattamento con dabigatran è risultato favorevole rispetto al warfarin nel ritardare il declino della funzionalità renale anche nei pazienti diabetici. In conclusione, questa sottoanalisi dello studio RE-LY® mostra che il trattamento con dabigatran, rispetto al warfarin, influisce in modo positivo nel tempo sulla funzionalità renale, rallentandone il fisiologico deterioramento.
      (Fonte: P14-13235 European Heart Journal 2014 36th Cong of the European Society of Cardiology – ESC).
    • Efficacia e sicurezza di Dabigatran nel mondo reale: il programma Medicare
      Medicare è il nome dato ad un programma di assicurazione medica amministrato dal governo degli Stati Uniti, riguardante le persone dai 65 anni in su o che abbiano altri criteri particolari di inclusione. Considerando la popolazione iscritta in questo programma lo studio di Graham et al. sull’efficacia e sicurezza di dabigatran nel mondo reale è uno dei più vasti riguardando i dati su 67000 soggetti di età superiore a 65 anni trattati con dabigatran e 270.000 trattati con warfarin. L’analisi ha mostrato che dabigatran 150 mg x 2 riduce l’incidenza di stroke ischemico (-20%), emorragie cerebrali (-76%) e mortalità per tutte le cause (-14%), ed aumenta il rischio di emorragie gastrointestinali (+28%), confermando i dati dello studio RE-LY. Gli eventi si verificano con una maggiore incidenza nei primi 90 giorni di terapia. Effettuando una stratificazione per classi di età si osserva che la riduzione della mortalità riguarda tutti i pazienti sopra i 65 anni, tranne le donne con più di 85 anni, mentre l’aumentato rischio di emorragie gastrointestinali è limitato alle donne sopra i 75 anni e agli uomini sopra gli 85 anni. Solo il 16% dei pazienti assumeva dabigatran 75 mg x 2 (dosaggio non presente in Italia e non testato nel RE-LY), che si è dimostrato di uguale efficacia e sicurezza rispetto al warfarin, conservando una superiorità nella riduzione delle emorragie cerebrali.
      (Fonte: Circulation 2015; 131: 157-64).
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