Terapia a lungo termine nell’embolia polmonare

Nei pazienti con EP acuta, l’anticoagulazione ha l’obiettivo di prevenire sia la morte improvvisa sia i ricorrenti episodi di TEV sintomatici o fatali.
La durata standard della terapia anticoagulante deve essere di almeno 3 mesi . Durante questo periodo, il trattamento della fase acuta consiste nella somministrazione di anticoagulante parenterale [eparina non frazionata (UFH), a basso peso molecolare (EBPM), o fondaparinux] nei primi 5-10 giorni per poi embricare con un antagonista della vitamina K (AVK) o, in alternativa, con la somministrazione di uno dei nuovi anticoagulanti orali: dabigatran o edoxaban. Se invece vengono usati rivaroxaban o apixaban, il trattamento orale con uno di questi farmaci deve essere avviato direttamente o dopo somministrazione per 1-2 giorni di UFH, LMWH o fondaparinux.

In quest’ultimo caso, il trattamento della fase acuta consiste in un aumento dose di anticoagulante orale per le prime 3 settimane (per rivaroxaban), o nei primi 7 giorni (per apixaban).
– Rivaroxaban (15 mg bid per 3 settimane seguite da 20 mg/die)
– Apixaban (10 mg bid per 7 giorni seguiti da 5 mg bid)


In alcuni casi, il trattamento con anticoagulanti orali può essere esteso oltre i primi 3 mesi fino ad arrivare anche a tempo indeterminato per la prevenzione secondaria, dopo aver valutato il rischio di recidiva del singolo paziente rispetto al rischio di sanguinamento.

    2014 ESC Guidelines on the diagnosis and management of acute pulmonary embolism


Studi sull’impiego dei NAO nel tromboembolismo venoso »»
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